Rilievo fotogrammerico di una frana dell’Appennino bolognese

 

 

L'indagine completa dei movimenti franosi, la cui importanza è evidente, comporta la esecuzione di studi e rilievi di vario genere ed in particolare geofisici e topografici. Questi ultimi, ripetuti periodicamente, consentono di controllare l’assetto del terreno e di determinarne gli spostamenti relativi ed assoluti la cui conoscenza riveste evidentemente la massima importanza. Sulla base di tali dati è possibile infatti stimare un coefficiente di viscosità delle argille nel periodo intercorso tra due misure o valutare la profondità dello strato interessato dal movimento,

profondità che potrebbe essere confrontata con quelle determinate con i metodi geofisici. La conoscenza del coefficiente di viscosità unita a quella della direzione e dell'entità dello scorrimento può consentire di valutare lo tensioni nell’interno del corpo della frana sulla base delle equazioni dell'idrodinamica che sono siate applicate anche nel caso di mezzi ad alta viscosità e quindi piccola velocità di scorrimento, ma che non ci risulta che siano state utilizzate per studi di frane. Nel 1970 è stato avviato lo studio particolareggiato con metodi geofisici e topografici, per gli scopi esposti, di una frana tipica dell'Appennino bolognese, di una estensione di circa 30 ettari, interessante formazioni argillose note come « complesso caotico indifferenziato ». I rilievi geofisici, consistenti in prospezioni sismiche ed elettriche, sono stati eseguiti dall’Istituto di Fisica Terrestre di Milano, diretto dal Prof. Roberto Cassinis, mentre quelli topografici sono stati effettuati a cura dell’Istituto di Topografia, Geodesia e Geofisica Mineraria di Bologna. I rilievi topografici consistono in un quadrilatero esterno di controllo, rilevato per trilaterazione a mezzo di un geodimetro a laser,

al fine di determinare gli spostamenti assoluti del terreno e nel rilievo del corpo della frana a mezzo fotogrammetria terrestre e relativa triangolazione di inquadramento, per valutarne gli spostamenti relativi. Sono riportati in dettaglio modalità operative e risultati conseguiti nelle operazioni menzionate: in particolare il rilievo fotogrammetrico è stato restituito in scala 1:500, con equidistanza delle curve di livello di cm 50, e ne è allegata una riduzione fotografica. Le

misure eseguite e la cartografia risultante costituiscono la base geometrica indispensabile per approfondire, attraverso la loro periodica ripetizione, le conoscenze dei movimenti franosi con gli obiettivi e per gli scopi esposti.


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AUTORI: Folloni G. Pieri L.
RIG ANNO:1971 NUMERO:4
Numero di pagine: 213


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