Resistenza al taglio residua di rocce tenere e terreni a grana fine

L’articolo tratta della non-linearità dell’inviluppo di rottura in condizioni residue, nel caso di rocce tenere e terreni a grana fine. Dopo una breve rassegna dei principali fattori che influenzano la resistenza al taglio residua, vengono richiamate numerose evidenze sperimentali, disponibili in letteratura, che mostrano la non-linearità dell’inviluppo di rottura in condizioni residue ed attribuiscono tale non-linearità alla scabrezza della superficie di taglio. Sulla base di risultati sperimentali (prove di taglio diretto) riguardanti marne sabbiose, terreni cementati e terreni a grana fine, viene dimostrata la possibilità di impiegare con successo il criterio di BARTON [1973] per descrivere la non linearità dell’inviluppo di rottura in condizioni residue. In particolare, nel caso di terreni sciolti, sono stati individuati valori del parametro JRC0 compresi tra 5 e 10, mentre valori più elevati si sono ottenuti per le marne ed i terreni cementati. L’angolo di resistenza di base è stato determinato da prove su discontinuità artificiali piane e lisce oppure considerando l’angolo di resistenza al taglio tangente, per livelli di sforzo normale sufficientemente elevati, ovverosia tali da inibire la dilatanza. Operando su discontinuità artificiali piane e lisce, si è ottenuto un inviluppo lineare con intercetta nulla che rappresenta la resistenza al taglio minima. Alcune incertezze permangono sulla definizione dell’indice JCS0, che di solito è assunto pari alla resistenza a compressione monoassiale (σc). Infatti si è dimostrato che il livello di sforzo normale che inibisce la dilatanza è minore di σc, in alcuni casi. Tuttavia gli inviluppi di rottura ottenuti, assumendo JCS0 = σc sono risultati soddisfacenti nell’interpolare i dati sperimentali. Dalle osservazioni sperimentali, alla scala del laboratorio, ne consegue che la scabrezza della reale superficie di scivolamento, seppure di difficile determinazione, può risultare importante nel determinare il fattore di sicurezza di un pendio.


L’articol …


AUTORI: Lo Presti D., Froio F.
RIG ANNO:2003 NUMERO:3
Numero di pagine: 48


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