Il futuro di Venezia tra subsidenza ed eustatismo

L’articolo esamina le due cause principali dell’aumentata frequenza delle acque alte in città, ossia la subsidenza, antropica e naturale, e l’eustatismo; entrambe all’origine della riduzione del dislivello tra terra e mare nella laguna di Venezia. La subsidenza è un abbassamento locale del suolo: la componente antropica, che a Venezia per la bassa compressibilità del sottosuolo ha fortunatamente raggiunto valori molto limitati rispetto ad altre zone del mondo, è causata dall’estrazione di fluidi dal sottosuolo mentre la componente naturale è dovuta alla compattazione dei depositi alluvionali.

L’eustatismo è, invece, un innalzamento globale del livello del mare determinato dall’aumento medio della temperatura, a sua volta dovuto all’incremento della concentrazione atmosferica dei gas serra per effetto delle crescenti emissioni riconducibili alle attività umane.

L’articolo richiama gli studi eseguiti sugli effetti della subsidenza e dell’eustatismo nella laguna negli ultimi 300 anni attraverso i dipinti di Canaletto soffermandosi sulla loro fedeltà di riproduzione verificata attraverso il confronto con le incisioni di Carlevarijs anch’esse realizzate avvalendosi della “camera ottica”.

Sono poi analizzati i futuri scenari prevedibili per il 2100 con particolare riferimento all’eustatismo che nel secolo scorso ha fornito il principale contributo alla diminuzione del franco tra terra e mare e che per il futuro sembra essere la principale minaccia per la sopravvivenza di Venezia e dei centri abitati in laguna.

Infine vengono esposti gli interventi che Venezia ha realizzato e si appresta a mettere in opera per difendersi dalle acque alte: un innalzamento delle rive per sostenere maree fino a 110 cm ed un sistema integrato di barriere mobili alle bocche lagunari per eventi di altezza superiore.


L’articol …


AUTORI: Ricceri G.
RIG ANNO:2006 NUMERO:3
Numero di pagine: 9


Allegato: https://associazionegeotecnica.it/wp-content/uploads/2010/03/RIG_2007_3_009.pdf
Allegato:
Articolo completo: https://associazionegeotecnica.it/wp-content/uploads/2010/03/RIG_2007_3_009.pdf